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Cos’ è il palio dei ciuchi?!
Difficile da spiegare: afflizione e  diletto, soavità e crudezza. Descrivere cos’ è il palio dei ciuchi è compito difficile perché conoscere l’ evento è ben diverso dal viverlo. Volete una descrizione oggettiva? Ok:sette contrade, Prato(!), Corona, Corso, Stazione, Pergola, Piazza, Tranquilla, che nei primi quindici giorni di settembre fingono la rievocazione d’ una festa storica d’ altri tempi (1700?O forse prima?). La prima domenica di settembre avviene la classica festa del Nocino, al Giardino, vicino Camparboli, la zona di Asciano che per prima s’ incontra venendo da Siena; tale festa inizia nel centro storico del nostro paese,dove in rappresentanza delle sette contrade, si presentano gli alfieri ed il tamburino dei suddetti rioni. Durante il percorso che divide la basilica di Sant’ Agata al giardino, ogni contrada da prova delle proprie capacità e virtù con brevi sbandierate nei punti più importanti del corso Matteotti di Asciano;una volta arrivati a destinazione il sacerdote locale svolge una cerimonia religiosa nella chiesa di S. Sebastiano che sancisce, con tanto di benedizione finale dei figuranti di ogni contrada, l’ inizio dell’ anno paliesco. A tal punto avviene la classica sfida delle sbandierate: ogni contrada cerca di dimostrare il proprio valore sfoggiando i più bei movimenti e ritmi, così da ricevere l’ applauso più bello e sentito, quello solitamente riservato agli alfieri che realizzano l’ alzata più precisa ed evidente in altezza; ma non finisce qua la festa del nocino, a tal punto tocca ai piccoli contradaioli, sfidandosi con l’ entusiasmo e il sano agonismo tipico di quest’ età, dimostrare il valore della propria contrada nei vari divertenti giochi organizzati per l’ occasione (la classica è la corsa con i sacchi). Quando finisce l’ entusiasmo del pomeriggio è già sera, così non resta che cenare tutti insieme, contrada accanto contrada, per chiudere nel modo appropriato la felice giornata.
E’ la vigilia del palio, sabato. Sono le cinque inizia la “transumanza” dei contradaioli, bardati di fazzoletti, magliette, spille e quant’ altro serva a dimostrare la propria passione verso l’ amata contrada, in direzione di piazza Garibaldi che pian piano diventa gremita; davanti il cencio del palio vengono estratti tra il fremito emotivo dei presenti i ciuchi da abbinare a ciascun rione. Una volta finiti questi “matrimoni” voluti dalla dea bendata, con più o meno soddisfacimento di ogni contrada, ogni sostenitore segue i propri fantino, barbaresco e ciuco verso la zona del proprio rione più idonea a testare le qualità dell’ animale (e del fantino!). Successivamente iniziano i preparativi per le cene propiziatorie che ogni contrada realizza nel proprio rione alternando ed accompagnando le portate e le bevute, con canti, giochi e costante allegria( sarà il vino?!).Quando ormai il buio ed i tavoli sparecchiati ricordano che potrebbe essere il momento d’ andare a letto, ogni contradaiolo ricorda che è ancora presto per concedersi alle dolci avances del sonno, e che è più conveniente dirigersi in corso Matteotti dove fin dopo lo scoccare di mezzanotte il centro si popola sono discusse, riferite, e apprese le capacità di fantini e ciuchi pronosticando il vincitore del giorno dopo. Sono già le due quando ogni contrada si ritira ognuna davanti il proprio braciere,ormai stanco, per concludere la giornata con pane e salsiccia intorno a un fuoco ardente come la passione di chi gli sta attorno.

Domenica la mattina presto è già ora di alzarsi, ci sono tante cose da fare: pettinarsi per la sfilata, provare e fare le ultime modifiche alla scenetta…velocemente!Alle due ogni contrada,divisa tra chi davanti la chiesa di  S.Agostino e chi davanti il monumento ai caduti, è ormai pronta a iniziare la vera festa:ogni contrada parte con i suoi figuranti, indossando abiti dal tono rinascimentale e colori sociali proprio rione, percorrendo il corso matteotti; procedendo a passo alternato così da dar tempo agli alfieri e il tamburino di mostrare le proprie capacità “salutando” il comune e la basilica di S. Agata. Davanti il monumento invece grande frastuono, tanti ragazzi travestiti:chi da greco, chi da donna, sub, militare o personaggi dello spettacolo;la parola d’ ordine qui è: fare confusione. Sopra imponenti carri decorati ai fini delle comprensione chiara dell’ ambiente in cui si svolge la scenetta vi sono casse e mixer, il necessario affinchè ogni rione possa mettere musica e ballare i successi di un’ estate che volge al termine, così da creare una bolgia di tam - tam da cui ne esce un solo rione, quello che con gran gioia dei partecipanti, possiede le casse più potenti. Ma quando si avvicina  la sfilata si abbassano i volumi, in rispetto del passaggio dei propri amici sofferenti tra velluti e stoffe spesse il caldo della giornata e per udire i ritmi, realizzati da ogni tamburino,  propri delle rispettive contrade. Una volta passata la sfilata è ora di mettere in moto i trattori e dirigersi verso il campo sportivo passando dal campo della fiera, così da dar tempo ai propri compagni di finire il giro della sfilata e realizzare quella sbandierata che potrebbero valere un premio( miglior comparsa e miglior sbandierata). La sbandierata coinvolge ogni contradaiolo, speranzoso, che i propri alfieri e tamburino, emozionatissimi di fronte tanto pubblico, facciano valere con fluidi movimenti ed evidenti alzate i propri colori. Pian piano si avvicinano i carri delle scenette che suscitano spesso, nella loro imponenza e accuratezza, ammirazione tra il pubblico. Ogni contrada può così presentare il proprio lavoro, che spesso li impegna, tra costruzione del carro e scrittura del testo e della trama della scenetta, un mese:una dopo l’ altra le contrade si avvicendano tra sorrisi e applausi del pubblico divertito, oppure tra facce perplesse di chi in tanto (o poco!) lavoro realizzato non ha trovato nulla di cui ridere e divertirsi. Pochi minuti dopo è il momento di apprendere dallo speaker ufficiale gli esiti delle votazioni della giuria per miglior comparsa, sbandierata, e sfilata;nascono così grida di gioia, facce tristi, polemiche e sfottò, ma per poco. Si apre lentamente l’ ampio cancello a due porte di fianco ai macelli del campo sportivo: entrano sospinti dalle acclamazioni dei propri fedeli, i fantini,con indosso colori e zuccotto del proprio rione, a pelo dei propri goffi, grigi, destrieri;il quarto di campo da percorrere fin sotto le tribune, luogo dei canapi, fomenta la tensione negli occhi dei fantini che cercano l’ uno nell’ altro l’ avversario più temibile. Cala il silenzio per l’ ascolto dell’ ordine di partenza e successivamente l’ estenuante e snervante attesa della partenza, sancita da meticolosi mossieri, che attendono il più rigoroso ordine per dar inizio alla corsa annuale.Via!I ciuchi partono, chi a passo chi al trotto, sospinti dagli incitamenti e le nerbate dei fantini;all’ interno del campo inizia invece un vorticoso movimento all’ inseguimento del fantino in testa, che poco più là in evidente difficoltà cerca di mantenere il distacco dagli altri;grida all’ interno del campo:offese, incitamenti, gli occhi fissi un metro più in là, sulla pista ovale di fine terra e ghiaia, dove ritmicamente allo schioccare dei nerbi ci si appresta all’ ultimo quarto d’ ovale;grida alternate, all’ interno del campo, di due rioni che si superano a vicenda;all’ improvviso una terza che sopraggiunge a gran passo, il fantino sicuro di sé raggiunge i primi due, ma ecco che il secondo fantino si pianta;il fantino impreca contro il proprio destriero,che improvvisamente ha deciso di non voler vincere,mostrando la propria furia con i colpi del nerbo, fin quando si accorge che tutto è vano ed ormai due rivali sono all’ ultima curva;grida incredibili delle prime due contrade che si spingono verso la rete di fronte il traguardo per imprimere in memoria il sogno di tanto tempo;un grido all’ unisono sancisce il vincitore e la sua contrada, ed è tempo di lacrime o festeggiamenti, rassegnazione o rabbia. Dall’ alto scende il cencio raccolto dal capitano della contrada vincente che lo porta tra la sua gente,che salta entusiasta tra le facce gonfie di lacrime di chi era vicino ad una vittoria sfumata, e di chi si era ormai rassegnato al primo giro vedendo che il proprio destriero non era in grado di competere con glia altri. Pian piano lo stadio si svuota chiudendo per sempre al suo interno emozioni ed immagini ogni anno diverse e irripetibili stampate a ricordo dei posteri in una foto o catturate in un video…      

 

A Cura di Federico Papi

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